Nicoletta Vallorani insegna Letteratura Inglese e Studi Culturali presso l’Università degli Studi di Milano e dirige la scuola di Giornalismo Walter Tobagi.
Molte delle sue pubblicazioni saggistiche recenti riguardano la fantascienza e includono la postfazione alla nuova traduzione di U.K. Le Guin, La mano sinistra del buio (2021) e l’introduzione ai due Draghi dedicati a Theodore Sturgeon e H.G. Wells. Ha curato l’edizione italiana dei racconti di Alice Sheldon aka James Tiptree, Jr. (Le donne che gli uomini non vedono, Mondadori, 2026). Con Anna Pasolini, ha scritto anche Corpi magici. Scritture incarnate nel fantastico e nella fantascienza (2020).
Nella narrativa, ha esordito con Il cuore finto di DR (Premio Urania nel 1993, tradotto in Francia da Rivages). I suoi romanzi di fantascienza più recenti sono Avrai i miei occhi (selezione Premio Campiello 2020 e premio Italia 2020) e Noi siamo campo di battaglia (2022), entrambi pubblicati da Zona 42. Ogni cosa e nessuna, sempre con Zona 42, è uscito l’8 ottobre del 2026 ed è stato selezionato dalla Giuria dei Letterati del Premio Campiello. Avrai i miei occhi è stato tradotto in Francia da KCEditions, con il titolo Tu auras mes yeux.
BIBLIOGRAFIA
Nicoletta Vallorani, quale docente e accademica, vanta una bibliografia ampia e articolata nell'ambito della letteratura inglese e degli studi culturali: è qui possibile leggere il suo curriculum vitae (comprensivo di una scelta di pubblicazioni), e scorrere i 145 titoli della sua vasta produzione.
in copertina: Elena Russo Arman in La mia vita era un fucile carico (Being Emily Dickinson), Teatro Elfo Puccini, 10-23 aprile 2015, con Elena Russo Arman e Alessandra Novaga (foto di Gaia De Luca)
BIBLIOGRAFIA FANTASCIENTIFICA
È inverno a Milano, la più fredda delle stagioni, nella più desolata delle città. Ma non c’è mai una stagione giusta per indagare su un mucchio di cadaveri di donne abbandonato come spazzatura alla periferia dei campi industriali.
Donne? Persone? O piuttosto cavie, cloni, cose? È quello che si chiede Nigredo, chiamato a investigare, a cercare una verità, e quindi ad attraversare i muri che dividono, separano, proteggono Milano dal deserto civile in cui la città è immersa.
Ma quando c’è un muro, c’è sempre qualcuno capace di valicarlo, e Olivia a bordo del suo taxi lo sa bene. Lei conosce Nigredo da tempo. Il loro legame è molto più profondo di quanto lui si immagini.
Olivia e Nigredo, anime gemelle, sopravvissuti a tempi migliori, a tempi diversi, non sono pronti ad arrendersi all’età e alla devastazione che li circonda. Vivono quasi sospesi ancora in cerca di attimi di bellezza, e di un’idea di giustizia diversa da quella immaginata dal Potere.
Tra noir e distopia, la fantascienza di Nicoletta Vallorani si muove elegante ed esplosiva tra le crepe di una città reduce di un’epoca che ne ha decretato il collasso.
Milano è morta. Viva Milano.
Questa è la storia di una speranza germogliata in un territorio inospitale, dove il tempo si incaglia nelle rovine della città che nel caldo si fa deserto.
È la storia di fantasmi che nessuno vuole vedere e che tuttavia resistono curando un giardino impossibile. Insieme lo coltivano e lo guardano crescere rigoglioso, nonostante tutto.
Lukas, Amina, Luce, Attilio, Nina e Han si muovono per le strade di Milano. Con loro Biz, che parla nei pensieri degli altri. Loro sono campo di battaglia. Non si arrenderanno.
E non si arrenderà Carla, la prof, che ha perso tutto ma non le storie. Perché per costruire un mondo diverso bisogna prima essere capaci di immaginarlo. Oltre il giardino e dentro le brecce.
Noi siamo campo di battaglia racconta uno scontro necessario e una resistenza possibile, in una Milano trasfigurata ma sempre riconoscibile.
Noi siamo campo di battaglia prosegue l’esplorazione narrativa di Nicoletta Vallorani di temi sociali fondanti il nostro vivere comune cominciato con Eva (la memoria, la guerra, la cura) proseguito con Avrai i miei occhi (il femminicidio, la coscienza artistica, la solitudine).
In una Milano trasfigurata ma sempre riconoscibile il nuovo romanzo di Nicoletta Vallorani racconta lo scontro generazionale che questi tempi pandemici hanno ancor più acuito tra il potere sempre più vecchio e conservatore e i ragazzi che, nonostante tutto, sopravvivono e cercano ancora alternative percorribili.
Ma Noi siamo campo di battaglia è anche la storia appassionata e appassionante di un mistero, di un crimine e di una ribellione silenziosa.
Giuda e Medusa sono due facce della stessa moneta, due creature diverse, due storie asincrone destinate a trovarsi.
Giuda, sopravvissuta e sopravvivente in un mondo sterile in cui le donne sono grembi da sfruttare e poi gettare come corpi inutili.
Medusa, creatura aliena, stormo di particelle che si muove attraverso lo spazio e il tempo, per imparare, confrontare, vivere nei modi e nelle nicchie di mondo che sceglie.
Giuda che ha perso tutto, e si ritrova con solo le sue storie a tentare un’impossibile ricostruzione di sé e del mondo.
Medusa che non ha niente ma può quasi ogni cosa, aperta al dolore della scoperta e alla certezza della fine, alla ricerca della chiave per comprendere la nostra gente spezzata.
Ogni cosa e nessuna è l’esperienza femminile della storia, è il confronto tra potere e cura, tra sfruttamento e resistenza, tra immaginazione e anarchia e violenza.
Romanzi
Science fiction, speculative fiction, fantasy
Il cuore finto di DR, Urania 1215 (3 ottobre 1993), Mondadori, Milano 1992
DReam box, Urania 1308 (27 baprile 1997), Mondadori, Milano 1997
Eva, Einaudi, Torino 2002 (nuova edizione Zona42, Modena 2021)
Achab e Azùl, EL, San Dorligo della Valle (Trieste) 1997
I misti di Sur, ADN Kronos Libri, Roma 1998
Darjee, ADN Kronos Libri, Roma 1999
Occhi di lupo, EL, San Dorligo della Valle (Trieste) 2000
Sulla sabbia di Sur, Editpress, Firenze 2011
Hope. L'ultimo segreto del fuoco, Salani, Milano 2013 (come Cailín Óg, con Mauro Garofalo)
Avrai i miei occhi, Zona 42, Modena 2020
Noi siamo campo di battaglia, Zona42, Modena 2022
Ogni cosa e nessuna, Zona 42, Modena 2025
IN EVIDENZA
A rileggerli ora, molti dei racconti disegnano una mappa del tutto attendibile dell’oggi, nella realtà dei fatti come nella creazione immaginifica. Pandemie, emergenze climatiche, sperimentazioni sfuggite di mano, aggressività bellica nella maggior parte dei casi motivata dalla consueta “gara di centimetri” tutta maschile, imperialismi estremi e ideologie bislacche sono tematiche che non si fatica a rintracciare nei reportage giornalistici degli ultimi anni.
Nicoletta Vallorani
Per molto tempo, James Tiptree, Jr. è stato considerato uno degli autori più originali della fantascienza del secondo Novecento. La sua scrittura, tra rigore scientifico e immaginazione, si muoveva con naturalezza tra viaggi spaziali, incontri con l’alterità e scenari futuri in cui venivano messi alla prova i modelli sociali e culturali del presente.
Solo nel 1976 si scoprì che dietro quello pseudonimo si nascondeva Alice Bradley Sheldon, psicologa sperimentale con una carriera già avviata alle spalle. La rivelazione ebbe un effetto dirompente in un contesto, quello della fantascienza dell’epoca, ancora fortemente segnato da una presenza maschile dominante .
Più che un semplice caso editoriale, quello di Tiptree fu però il riconoscimento di una voce difficilmente classificabile. I suoi racconti, pubblicati tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Ottanta, attraversano registri e forme diverse, ma condividono una stessa tensione: interrogare, attraverso l’immaginazione, ciò che appare dato, naturale, inevitabile.
Leggi la recensione di Laura Coci su DoppioZero
Leggi la recensione di Domenico Gallo su L'Indice
En France
Les fantascientistes (ou la science-fiction féministe en Italie), par Laura Coci et Nicoletta Vallorani, traduction de Gaia de Luca, in Politiques de la science-fiction. Le futur est-il un terrain de lutte ? Sous la direction de Thomas Arciszewski, Ariel Kyrou, et Cynthia Lopez-Bagousse, Les Nouvelles Éditions ActuSF, Challes-les-Eaux 2026, pp. 489-508
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