Leggi la recensione di Nadia Tarantini Arriva l’ultragenere,
su Letterate Magazine del 1° maggio 2026
Eccoci!
Una costellazione di donne appassionate di fantascienza: scrittrici, saggiste,
illustratrici, stelle eccentriche che si discostano da percorsi dati, rifiutano orbite
circolari, si muovono lungo traiettorie altre. Libere.
Un nome conquistato attraverso l’incontro e il confronto, un programma ambizioso eppure possibile, un richiamo consapevole alla dimensione collettiva e dirompente delle autrici statunitensi degli anni Settanta, e non solo danno vita a un libro “mostro” che rappresenta ciascuna autrice secondo la propria inclinazione, un libro di saggi, racconti, memoir, a testimoniare che un’altra fantascienza, una fantascienza femminista, anche in Italia, è possibile.
Fantascientiste (femministe)n. Una costellazione
a cura di Laura Coci e Roberto Del Piano
Fantascienza Resistente 5
Delos Digital, Milano 2025
Copertina
Claudia Corso Marcucci
Indice
Stelle eccentriche, Laura Coci
Dai generi letterari all’ultragenere. Una divagazione, Angelica De Palo
Un viatico, Daniela Piegai
Veniamo da lontano, viaggiamo nel futuro, Laura Coci
Il Lalit, Giovanna Repetto
Utopie. Nascere libere ed esistenze liminali, Claudia Corso Marcucci
I corpi gemelli, Nicoletta Vallorani
Signorino Luigi, Elisa Franco
Madre Terra si prende cura di noi, prendiamoci cura di Madre Terra, Romina Braggion
Torniamo a Frankenstein. Modesta proposta antispecista in forma di lettera alle amiche fantascientiste, Giuliana Misserville
Ogni cosa in questo mondo è molti mondi allo stesso tempo, Silvia Tebaldi
Le autrici si raccontano (ciascuna a suo modo)
Leggi la recensione di Elisa Franco Fanta donne: le porte sull'estate, su Machina del 24 novembre 2023
Una conclusione precaria
Nel prendere congedo da questo non «piccolo», ma ingombrante (la maledizione della mole!) «libro-figlia», che ho generato lungo un cammino di tre anni, ho il solo rimpianto di non avervi inserito tante fantascientiste quante avrei desiderato, amiche e donne straordinarie che ho avuto modo di incontrare in questa mia nuova vita, con le quali, nel 2022, ho sorriso a Flush festival in settembre, conversato alla convention Stranimondi in ottobre, condiviso altre stazioni di una via che ancora percorro: tra loro, Elisa Franco, Silvia Tebaldi, Silvia Treves, Vanessa West, Enrica Zunic’…
[...] «Dai margini, riempiamo lo spazio di storie, che sono preziose. – scrive Nicoletta Vallorani, a nome di tutte noi – Siamo strane, anarchiche, difficili, poco remissive. Siamo nate sorelle. Ci passeremo il testimone. Noi restiamo. Ciascuna di noi unica, e ciascuna nella Tela. Una ha cominciato, e noialtre finiamo».
Eccole!
Settantuno autrici, tra loro le fantascientiste (femministe)n: la prima in copertina, Claudia Corso Marcucci, alla quale si deve l'illustrazione che tutte (proprio tutte) ci rappresenta.
E poi – raccontate da Laura Coci – Daniela Piegai, Nicoletta Vallorani, Giovanna Repetto, Romina Braggion (ma non solo). Ecco gli incipit dei capitoli loro dedicati.
«Profondamente convinta che la vita sia un’occasione splendida (il che depone a favore di un sostanziale ottimismo della razza umana di cui faccio parte), e consapevole che il tempo che ci tocca è disperatamente limitato, ho cercato di vivere più vite: in parte cadendo dentro racconti e romanzi, e in parte cercando di vivere più lati e sfaccettature possibili, in più luoghi.
Non so se ci sono riuscita, ma comunque ho abitato in sedici città diverse, in tre continenti e ho almeno tre vite che sto continuando a portare avanti in parallelo: in una sono consulente aziendale a progetto e gestisco corsi di comunicazione. Nell’altra scrivo fantascienza e fantasy. E nell’altra ancora dipingo strani paesaggi pieni di colori».
Nel 1992, per la prima volta dalla sua istituzione quattro anni prima, il Premio Urania è assegnato a una donna, Nicoletta Vallorani, autrice del romanzo Il cuore finto di DR, poi pubblicato sul n. 1215 della celebre collana il 3 ottobre 1993, ovvero l’anno successivo rispetto a quello di attribuzione, come prevede la regola di questo importante riconoscimento in ambito di fantascienza italiana.
Nicoletta è la prima di quattro: sarà seguita a non breve distanza di tempo da Francesca Cavallero (Le ombre di Morjegrad), nel 2018, da Elena Di Fazio (Resurrezione), nel 2020, e da Franci Conforti (Spine), nel 2021, a dimostrazione che, per quanto la fantascienza sia un genere femminile, fino ad anni recenti non è stato facile per le donne trovarvi spazio e visibilità.
«Ho avuto la fortuna di crescere avendo attorno degli adulti che amavano raccontare. Fossero fiabe, aneddoti, ricordi, episodi storici o mitologici, loro raccontavano e io ascoltavo insaziabile. Una narratrice indefessa era una prozia che, pur non avendo nemmeno finito le elementari, aveva un bagaglio inesauribile di fiabe e racconti, a cui si univano proverbi e giochi di parole. Nel repertorio c’era una favoletta istruttiva, che cominciava sulla tavola di una bambina viziata. La bambina faceva i capricci perché mancava la ciliegina sulla torta. La torta, indignata, rotolava via dandosi alla fuga. Iniziava così uno di quei pellegrinaggi cumulativi per cui i bambini vanno pazzi: a ogni tappa un nuovo manicaretto, dolce o salato, si aggiungeva alla comitiva. Infine, quando si esauriva la fantasia o la pazienza della narratrice, la favola arrivava al suo compimento: l’esercito di leccornie irrompeva in un’umile casa, per la gioia di un gruppo di bambini poveri che sedevano a tavola davanti a “una zuppa nera di cavolo”.
Solo a quel punto io, che evidentemente ero una bambina depravata, all’idea della zuppa di cavolo cominciavo ad avere l’acquolina in bocca»
Il Verbano e l’Ossola sono i luoghi della narrativa di Romina Braggion, scrittrice emergente nell’ambito della fantascienza italiana (e non solo): nel luglio 2021 riceve infatti il Chrysalis Award, premio europeo per autrici e autori esordienti, a conferma di un esordio folgorante. La prima pubblicazione di un testo di Romina giunta agli onori della cronaca data al febbraio 2020 (poco più di due anni, dunque) e a questa seguono altre prove convincenti e originali. Verbano e Ossola sono per Braggion paesaggi familiari e cari: nata a Desio (Monza e Brianza) il 18 luglio 1970, trascorre le estati nella campagna veneta e si trasferisce poi a Verbania, «a due passi dal Lago Maggiore e a quattro dalle amate montagne ossolane» (così recita la sua presentazione per Delos Digital, l’editore che dà alle stampe due tra le sue opere più significative, La compagnia perfetta, nel febbraio 2020 e Memorie di una ragazza interrotta, nell’aprile 2021).